La Porchetta di Ariccia IGP è conosciuta anche con la denominazione di "Porchetta alla Romana". La Porchetta vanta caratteristiche di storia e tradizione. Già agli inizi del secolo scorso, ad Ariccia iniziano a produrre e commercializzare la Porchetta, ponendo le basi per un successo di mercato che porterà al riconoscimento IGP. La Porchetta di Ariccia contrariamente a quanto si può pensare è un alimento non esageratamente calorico - le calorie di una pochetta sono circa 200 per 100 gr di prodotto - anche i grassi non sono elevati meno di 10g per 100 gr. di porchetta.

Produrre una Porchetta richiede abilità e conoscenze specifiche, dalla disossatura delle maiali di sesso femminile, alla sapiente salatura - sale, pepe, alio e rosmariano - e legatura nel rispetto della tradizione. Commercializzazione: La Porchetta viene commercializzata, appena sfornata, con pesi che variano dai 20 Kg ai 45 Kg.

Curiosità sulla Porchetta

La Porchetta di Ariccia IGP è uno dei prodotti tipici Laziali più famosi. Si prepara con Suini femmine e si condisce all’interno (dopo averlo disossato) con erbe aromatiche, in particolare una miscela di rosmarino, aglio, sale, pepe. La speziatura e la cottura al forno nei giusti tempi e temperature, fanno si da che venga creato un prodotto unico come la Porchetta, che deve risultare morbida nelle carni e croccante nella crosta. Il consumo ideale della Porchetta di Ariccia IGP è tra due fette di pane casareccio, ideale il pane di Genzano. La Porchetta ha un consumo ideale anche come antipasto o secondo piatto ed è considerata una prelibatezza. Il gusto e la comodità nel consumarla anche nei panini, fa si che la Porchetta di Ariccia IGP sia diventata un prodotto tipico rinnomato in tutto il mondo, sia nelle tipiche fraschette, sia dai chioschi o dai venditori ambulanti anche in occasione di fiere, mercati, concerti, eventi sportivi.

Origine della Porchetta Romana

La Porchetta è un prodotto cui la paternità della ricetta viene rivendicata da vari luoghi in Italia. Ad Ariccia si sostiene che la ricetta sia quella originaria, vero è che la Porchetta di Ariccia ha ottenuto il marchio IGP. Ma la Porchetta è famosa sia a Norcia, dove c'è la lavorazione del maiale per i salumi tipici, sia in Abruzzo e precisamente a Campli, dove ogni anno si svolge, come ad Ariccia, una famosa Sagra della Porchetta.

Tradizione della Porchetta

Anche i sapori e le spezie che si usano per la preparazine della Porchetta sono argomento di confronto tra le varie regioni che rivendicano le origini della ricetta. Nel centro italia compresi i Castelli Romani, si aromatizza prevalentemente con il rosmarino. In particolare ad Ariccia e in tutta la zona dei Castelli Romani la Porchetta si può gustare nelle tipiche fraschette, dove si possono gustare prodotti e salumi tipici laziali oltre la rinomata Porchetta di Ariccia IGP e il famoso vino dei Castelli, che ricordano la Festa del vino di Marino.

Come si mangia la Porchetta di Ariccia?

La porchetta dev'essere consumata il giorno stesso dell’acquisto. Le parti più gustose sono quelle grasse e magre e devono essere accompagnate dal ripieno. La freschezza si riconosce dalla croccantezza della crosta. Se non si consuma subito, l'affettato di porchetta si può conservare per qualche ora in luogo fresco, nel suo cartoccio di carta paglia. Per mantenerne la fragranza bisogna evitare di riporla in frigorifero. È buona anche ripassata in padella con un po' d’olio, un paio di pomodorini, uno spicchio d’aglio e tutto il suo condimento. Molto buona accompagnata da del pane arabo.

Salumi Tipici dei Castelli Romani

La produzione di Salumi Tipici dei Castelli Romani trae le proprie origine alla tradizione delle Osterie e Faschette, dove annaffiati da abbondante vino, come la classica Romanella e accompagnati dal caratteristico pane di Genzano venivano serviti oltre alla classica Pochetta, la Coppa di Testa e le Coppiette di Suino.

Come conservare il guanciale

Il guanciale è un salume che nasce come prodotto tipico abruzzese ed è molto utilizzato nella cucina italiana per diverse preparazioni. Si tratta di una carne ricavata dalla guancia del maiale, con un'alta percentuale di grasso pregiato. Può essere consumato crudo o cotto, in base all'utilizzo che se ne vuole fare in cucina. Ci sono molte pietanze che richiedono l'utilizzo del guanciale, a partire dalla carbonara e la pasta all’amatriciana, piatti tipici italiani famosi in tutto il mondo, che oggi sono entrati anche nella tradizione laziale.

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